Nel cuore di Danisinni, quartiere storico di Palermo segnato da fragilità ma attraversato da forti energie comunitarie, il Villaggio per Crescere si trova all’interno del Villaggio Circolare. Uno spazio aperto, accogliente e condiviso che ogni giorno diventa punto di incontro per famiglie, bambine e bambini.
È qui che è arrivata Marinella Senatore, artista visiva e sociale di rilievo internazionale. Il suo lavoro nasce dal coinvolgimento diretto delle persone e dalla possibilità di esprimersi, riconoscersi e acquisire maggiore consapevolezza di sé attraverso l’arte.
Il cerchio della condivisione: racconti e comunità a Danisinni
Marinella è arrivata non con uno spettacolo da guardare, ma con un invito a esserci, partecipare e raccontarsi. Per tre giorni il Villaggio ha cambiato ritmo. Circa venti famiglie sono arrivate portando con sé un dono simbolico: un libro, una filastrocca, un albo illustrato o un canto.
E si sono sedute in cerchio.
All’inizio sono stati i genitori a parlare. Hanno letto, scritto su un foglio, poi hanno iniziato a raccontarsi. E piano piano, da quelle pagine, sono emerse le loro vite, non solo madri e padri, ma persone. Lavori, sogni, fatiche, ricordi. Parti di sé che raramente trovano spazio e che a volte vengono quasi dimenticate.
Il cerchio ha fatto il resto.
Ha tenuto, raccolto, restituito. Ognuna e ognuno ha avuto il proprio tempo, senza fretta. E nell’ascolto degli altri, qualcosa si è mosso… riconoscersi, rispecchiarsi, sentirsi meno sole e meno soli.
In questo spazio protetto, anche i bambini e le bambine hanno partecipato attivamente, leggendo i propri albi, disegnando e cantando, trasformando il momento familiare in un’esperienza di comunità diffusa.
“We Rise by Lifting Others”: il progetto di Marinella Senatore
Queste tre giornate palermitane fanno parte di “We Rise by Lifting Others“, il progetto internazionale di Marinella Senatore con The Human Safety Net. Il percorso ha toccato città diverse come Mestre e Varsavia, unendo storie lontane attraverso il linguaggio universale dell’arte sociale.
Il lavoro dell’artista non si limita all’incontro: ciò che accade nei cerchi diventa materia viva per la creazione artistica. Le voci e le emozioni raccolte vengono rielaborate in opere che nascono da un processo partecipativo dal basso. Non si tratta di rappresentare le persone, ma di far emergere una narrazione collettiva.

Foto di Paolo Poce per The Human Safety Net
La restituzione pubblica: l’arte come trasformazione
Il progetto prenderà forma in una mostra finale, dove luce, parola, suono e installazioni si intrecceranno per restituire la forza dei legami costruiti. Le opere non saranno qualcosa creato “sulla” comunità, ma “con” la comunità. Saranno il risultato di un processo condiviso.
In questo senso, l’arte diventa uno spazio di trasformazione e un modo per dare valore alle proprie storie. Perché, in fondo, si cresce davvero solo quando si cresce insieme.
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La mostra avrà luogo a La Casa di The Human Safety Net a Venezia, in dialogo con la mostra interattiva permanente A World of Potential, al terzo piano delle Procuratie di piazza San Marco, hub di cultura e inclusione sociale. Aprirà al pubblico dal 7 maggio 2026 – fino al 22 marzo 2027 ed è ad ingresso libero.