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Fin da piccoli: aggiornamenti sulla letteratura in tema di interventi nei primi anni di vita
Fin da Piccoli anno 6 n. 1
Centro per la Salute del Bambino ONLUS
Copertina: Bimba con libro

SOMMARIO

read morePRESENTAZIONE

read moreSOTTOSCRIVI LA TUA QUOTA DEL 5 PER MILLE IN FAVORE DEL CSB

read moreEDITORIALE - Nati per qualcosa di buono

read moreEFFETTI LONGITUDINALI SULLE ABILITA’ DI LETTOSCRITTURA ATTRAVERSO L’INCREMENTO DEL CONTATTO CON LA PAROLA SCRITTA DURANTE LA LETTURA CONDIVISA IN SCUOLA MATERNA

read moreEFFETTI DELLA POVERTA' SULLO SVILUPPO DEL CERVELLO

read moreEARLY CHILDHOOD DEVELOPMENT O SVILUPPO PRECOCE DEL BAMBINO: LE BASI RAZIONALI

read morePERCHE' "FARE MUSICA" IN FAMIGLIA

read moreSegnalazioni e notizie

PRESENTAZIONE

FIN DA PICCOLI si propone di diffondere conoscenze sull'importanza e l'efficacia di interventi effettuati nei primi anni di vita e finalizzati alla salute e dallo sviluppo dei bambini.

Poiché quanto accade all'inizio della vita ha influenze molto significative sulla qualità della vita dell'adulto, tutto questo ha rilevanza anche per il futuro delle nuove generazioni.

FIN DA PICCOLI si propone di contribuire a questo fine attraverso la diffusione di studi e ricerche riportati dalla letteratura internazionale. FIN DA PICCOLI è diretto primariamente a operatori che a vario titolo si occupano di infanzia, ma anche a genitori e ad amministratori.

A questo numero hanno collaborato: Francesco Ciotti, Manuela Filippa, Cecilia Pizzorno, Giorgio Tamburlini

SOTTOSCRIVI LA TUA QUOTA DEL 5 PER MILLE IN FAVORE DEL CSB

Il Centro per la Salute del Bambino onlus è nato nel 1999 per promuovere la salute e lo sviluppo dei bambini, con una particolare attenzione per i gruppi più svantaggiati.

Svolge un ruolo cruciale nel coordinare e sostenere a livello nazionale i progetti Nati per Leggere e Nati per la Musica e pubblica e diffonde la newsletter Fin da Piccoli. 

Produce materiali di informazione, sensibilizzazione e formazione sui temi del maltrattamento, dell'utilizzo di dispositivi elettronici, promuove l'attenzione per le politiche a favore dei primi tre anni di vita e collabora alla Rete nazionale di monitoraggio sulla Convenzione internazionale dei diritti del bambino.

Nell'effettuare la dichiarazione dei redditi indicate il numero di codice fiscale del Centro per la Salute del Bambino onlus 00965900327 nell'apposita casella prevista per la destinazione del 5 per mille. 

 

 

EDITORIALE - Nati per qualcosa di buono

Secondo l’Istat, nel 2012 i nati sono stati 534.186, oltre a 12.000 in meno rispetto al 2011 ed oltre 42.000 in meno rispetto al 2009. Il dato non è certo confortante anche perché dovuto a cause che continueranno a produrre i propri effetti anche in futuro: diminuzione della coorte di donne in età fertile e, fatto anche questo recente, riduzione dell’apporto proveniente dalla migrazione. Demografi ed economisti danno un significato negativo a questo dato per quanto riguarda le prospettive di sviluppo del paese, ed è innegabile che il dato sia negativo anche per la percezione che il paese ha di sé stesso.

Questa situazione dovrebbe spingere il governo a qualche energico passo nella direzione di un supporto alle famiglie che hanno bambini ed alle coppie che desiderano averli.

Sappiamo che la povertà è aumentata di oltre il 10% negli ultimi anni, del 25% al sud e del 50% tra le famiglie migranti con regolare permesso di soggiorno e in questo stesso numero di FdP riportiamo uno studio che rende ancora più evidente, materializzandolo in termini neurobiologici, quanto già sapevamo sugli effetti negativi della povertà sui bambini.

Le politiche per le famiglie e le nuove coppie devono comprendere per lo meno tre aspetti: le politiche di sostegno al reddito centrate sulle famiglie povere con figli, le politiche di sostegno indiretto tramite servizi quali gli asili nido ed il supporto psicosociale alle famiglie con bisogni complessi. A questi interventi, che sono di responsabilità del governo e delle amministrazioni regionali e locali, gli operatori che siano dei servizi sanitari, socio-educativi o sociali, possono aggiungere il proprio intervento, meglio se organizzato in reti collaborative a sostegno di interventi efficaci a migliorare la relazione tra genitori e bambino e a mitigare gli effetti di condizioni socio-economiche e culturali avverse, attraverso l’offerta di opportunità di sviluppo quali quelle rese possibili dai programmi Nati per Leggere e Nati per la Musica.

Questo numero di FdP propone due recenti contributi scientifici, l’uno attinente al tema della parola e del linguaggio e l’altro attinente al tema degli effetti della povertà e del ruolo mediatore dei genitori. Comprende inoltre una sintetica panoramica di quello che è il razionale scientifico dei programmi di intervento precoce a sostegno dell’Early Childhood Development ed una dettagliata proposta su come attuare in famiglia le indicazioni del programma Nati per la Musica.

Gli interventi a sostegno delle nascite devono accompagnarsi a quelli che rendono possibile essere nati per qualcosa di buono.

EFFETTI LONGITUDINALI SULLE ABILITA’ DI LETTOSCRITTURA ATTRAVERSO L’INCREMENTO DEL CONTATTO CON LA PAROLA SCRITTA DURANTE LA LETTURA CONDIVISA IN SCUOLA MATERNA

S.B. Piasta, L.M. Justice, A.S. Mc Ginty, J.N. Kaderavek. Increasing young children's contact with print during shared reading: longitudinal effects on literacy achievement. Child Development 2012, 83(3):810-820

Piasta e coll. in questo articolo illustrano metodi e risultati di un loro progetto, denominato Project Star, condotto nelle scuole materne ed elementari dello Stato dell'Ohio (USA) per migliorare abilità e prognosi scolastica dei soggetti socialmente svantaggiati, esposti sin dalla scuola elementare ad un alto rischio di insuccesso e marginalità scolastica.

Il metodo è da loro denominato "contatto con la parola scritta" e consiste in una strategia di riferimenti continui, verbali e non verbali, alle parole scritte su un libro, agli alunni di scuola materna da parte dell'insegnante durante la lettura condivisa delle pagine di quel libro.

Il riferimento alla parola scritta sulla pagina è verbale (si legge la parola) e non verbale (si indica la parola o la lettera mentre si legge) convogliando l'attenzione visiva e uditiva degli alunni su di questa (per i dettagli del metodo si veda la scheda allegata). Obiettivo dello studio è di dimostrare che gli alunni svantaggiati sottoposti a questo metodo di lettura nella scuola materna sviluppano competenze di riconoscimento visivo e uditivo della parola scritta capaci di migliorare significativamente le loro prestazioni di letto scrittura in prima elementare.

Lo studio è stato condotto in 85 classi del penultimo anno di scuola materna, in cui gli insegnanti hanno selezionato i 6 bambini per classe (circa 1/3) appartenenti alle famiglie con più basso reddito e con minore scolarità, per un totale di 550 alunni.

Di questi, 366 hanno portato a termine lo studio a fine prima elementare con 2 anni di follow-up dopo l'anno di sperimentazione alla materna. Nella sperimentazione 1/3 (HD) dei bambini a rischio svolgeva il programma di contatto con la scrittura 4 volte alla settimana, 1/3 (LD) due volte alla settimana, e 1/3 che fungeva da controllo leggeva il libro con l'insegnante nella maniera tradizionale. Il follow-up a 2 anni dimostra come il solo gruppo HD migliora significativamente le prestazioni di lettura, scrittura e comprensione del testo in prima elementare rispetto al gruppo controllo.

Conclusioni

La ricerca dimostra come un intervento semplice e poco costoso che consiste in uno specifico metodo di contatto con la parola scritta durante la lettura condivisa di un libro, che si fa comunemente nella scuola materna, possa incrementare sensibilmente le prestazioni di letto scrittura di 0,26 DS in prima elementare nei bambini a rischio. Pertanto esso può essere considerato come un metodo efficace per eguagliare le opportunità di accesso alla parola scritta dei bambini svantaggiati e per prevenire difficoltà e marginalità scolastiche degli stessi nella scuola dell'obbligo.

Per chi è il messaggio

Per tutti coloro che "vedono" o dovrebbero "vedere" nel fare il loro mestiere i bambini appartenenti alle fasce sociali deboli che, provenendo da diverse opportunità linguistiche e culturali, fanno fatica a tenere il passo dei loro coetanei nella scuola pubblica o privata: pediatri, insegnanti, psicologi, educatori, assistenti sociali. Perché a loro la scuola, come voleva Don Milani, dia qualcosa in più affinché siano uguali invece che dare le stesse cose per mantenerli diversi.

EFFETTI DELLA POVERTA' SULLO SVILUPPO DEL CERVELLO

J. Luby, A. Belden, K. Botteron et al. The effects of poverty on childhood brain development: the mediating effect of caregiving and stressful life events. JAMA Pediatr. doi:10.1001/jamapediatrics.2013.3139

Gli effetti della povertà sullo sviluppo del bambino sono ben noti sia quelli cognitivi e quindi sulle performance scolastiche, sia quelli socio-emotivi che si ripercuotono poi sulla salute mentale e sui comportamenti sociali. Questi effetti sono stati evidenziati già nei primi anni di vita. Fino ad oggi non vi erano tuttavia documentazioni di effetti neurobiologici che spiegassero questi effetti.

Questo studio che si è giovato di una coorte longitudinale finalizzata a studiare cause ed effetti della depressione in età prescolare è stato effettuato “misurando” tramite risonanza magnetica le dimensioni del cervello nelle sue diverse componenti (materia bianca, materia grigia corticale, ippocampo ed amigdala) effettuata ad una età media di 10 anni su 135 bambini di cui il 32% erano bianchi, il 56% afro-americani e il 12% latini o asiatici.

Lo studio ha messo in relazione le dimensioni di queste varie parti del cervello con un indicatore di povertà ottenuto dividendo il reddito famigliare disponibile per il numero di componenti della famiglia ed effettuando una serie successiva di valutazione dello sviluppo standardizzate e di valutazioni sia dell’atteggiamento di “care” dei genitori nei confronti del bambino, sia degli eventi stressanti a cui i bambini erano stati esposti. Le informazioni sono state raccolte sia attraverso strumenti standardizzati e basate sulle interviste ai genitori per le età comprese tra 3 e 8 anni, e comprendenti interviste ai bambini a partire dai 9 anni di età.

I risultati dimostrano che la povertà implica una riduzione di tutte le componenti del cervello e che in particolare per quanto riguarda le dimensioni dell’ippocampo queste sono mediate sia dall'atteggiamento di cura o meno dei genitori, sia dall'esposizione a fattori stressanti.

Nei grafici riportati si evidenzia come l’effetto sull'ippocampo sia di sinistra che di destra sono mediati dall'atteggiamento dei genitori  (ostile piuttosto che di supporto) mentre il ruolo degli eventi stressanti è evidente (raggiunge la significatività statistica) solo sull'ippocampo di sinistra. Il livello di educazione dei genitori è fortemente correlato, in modo inverso alla povertà, ma non ha impatto significativo sul volume dell’ippocampo. E’ evidente come questi risultati mettono di fronte a tutti  l’evidenza biologica degli effetti di un ambiente “povero” nei primi anni di vita ed evidenziano anche come la povertà esplichi i suoi effetti tramite un atteggiamento “povero” anche dal punto di vista relazionale. Tutto come atteso, ma in ogni caso drammaticamente sorprendente.

Per chi è il messaggio

Il messaggio è evidentemente per tutti. Aggiunge evidenza a quello che in questo stesso numero di FdP viene illustrato per quanto riguarda lo sviluppo del bambino nei primi anni di vita e dovrebbe costituire un forte richiamo ai servizi (tutti) ed agli operatori (tutti) che si occupano di infanzia affinchè  trovino il modo di inserire nella propria operatività azioni e modalità finalizzate a sostenere i genitori, in particolare, ma non solo, quelli in condizione di povertà materiale, affinchè migliorino le proprie competenze e capacità di sostenere il bambino nel suo sviluppo e nella sua autostima.

Scheda di approfondimento

I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.
I due grafici indicano il "peso" dei diversi fattori sulle dimensioni dell'ippocampo di sinistra (in alto) e di destra (in basso). Le dimensioni dell'ippocampo di sinistra sono significativamente correlate sia con le cure materne che con gli eventi stressanti. Quelle dell'ippocampo di destra solo con le cure materne.

EARLY CHILDHOOD DEVELOPMENT O SVILUPPO PRECOCE DEL BAMBINO: LE BASI RAZIONALI

Early childhood development o sviluppo precoce del bambino: le basi razionali

Il concetto di early childhood development (ECD) risale alla fine degli anni ’80 ma si è imposto all'attenzione generale a partire dalla fine degli anni ‘90. Il concetto di base dell’ECD è che lo sviluppo neurologico e quindi psicologico del bambino non è automatico, ma avviene in risposta a stimoli sociali e interpersonali. Questi stimoli, e quindi le azioni e situazioni che ne creano i presupposti, influenzano numero, direzione e stabilità delle connessioni sinaptiche e quindi lo sviluppo delle reti neurali che sono alla base delle diverse competenze del bambino, delle interazioni tra queste e della sua capacità di apprendere. In definitiva, svolgono un ruolo particolarmente importante a determinare l’itinerario di vita di ciascuno.

Vi sono crescenti evidenze che interventi effettuati in età molto precoce, a partire dal periodo pre e periconcezionale - in buona parte attuati supportando direttamente o indirettamente le risorse, le competenze e la salute dei genitori - sono in grado di migliorare le opportunità di ricevere stimoli positivi, “neuro costruttivi”, di ridurre al tempo stesso le esposizioni a fattori stressanti, distruttivi o di impedimento per il neurosviluppo, e di conseguenza di migliorare le diverse competenze cognitive, emotive e sociali e la stessa capacità di apprendimento dei bambini. Si tratta di un concetto non nuovo, proposto da psicologi ed educatori durante tutto lo scorso secolo, che ha ripreso vigore quando una singolare sinergia tra neuroscienze, psicologia dello sviluppo, economia dello sviluppo, epidemiologia - in particolare studi longitudinali di coorte e studi di intervento - hanno iniziato a svelarne i meccanismi e  riconoscerne le potenzialità. Su queste basi concettuali si sta intensificando l’interesse di agenzie internazionali e della comunità scientifica per gli interventi che possono influenzare positivamente lo sviluppo e ridurre i gap socio-culturali tra bambini di diversi gruppi sociali, tanto che con ogni probabilità le politiche e gli interventi per l’ECD saranno inclusi tra i prossimi obiettivi del millennio.

I concetti alla base dell'ECD sono: la particolare plasticità cerebrale nei primi mesi e anni di vita, la precocissima comparsa di competenze e il ruolo delle interazioni con le figure di riferimento, la precoce comparsa delle diseguaglianze, gli effetti a lungo termine delle esperienze precoci, il ritorno economico e sociale degli investimenti nelle prime epoche della vita. Concetti tra loro strettamente connessi.

Plasticità cerebrale e modellamento precoce delle basi neurobiologiche delle competenze

Le basi neurobiologiche delle competenze, da quelle relative al linguaggio ed alla relazione a quelle relative alla motricità ed a funzioni esecutive complesse, si vengono strutturando nell'interazione tra il patrimonio genetico, quello biologico e le interazioni con l'ambiente, fisico e psico-sociale, già in utero e dopo la nascita. Poiché la velocità di sviluppo di nuove connessioni sinaptiche è massima nei primi mesi e anni di vita, a seconda delle funzioni  interessate (fig.1), è in questo periodo che è massima la probabilità che la presenza o l’assenza di un determinato stimolo ambientale, che sia l’ascolto della voce materna o la possibilità di gattonare, possano influenzare la costruzione di quelli che possiamo considerare come i “software” relativi a queste competenze, con effetti che non saranno poi facilmente reversibili nelle età successive.

Precoce comparsa di competenze nel feto e nel neonato e ruolo delle interazioni precoci

La seconda serie di conoscenze acquisite nelle ultime due decadi riguarda le competenze del neonato, e prima ancora del feto, che oggi sappiamo essere molto maggiori di quanto poteva apparire in passato: ad esempio, già ben prima della nascita ci sono sensibilità alla luce, ai suoni , al dolore, possibilità di effettuare movimenti coordinati e apparentemente finalizzati , e si viene maturando una capacità discriminante rispetto a stimoli diversi (suoni, voce, ecc).

Ad esempio, l’attività del cervello di un neonato varia sensibilmente all'ascolto della madrelingua, di una voce registrata e del silenzio.  Non può quindi sorprendere che la stimolazione precoce data dall'interazione con le figure primarie di riferimento sia fondamentale per lo sviluppo del cervello. Quando questa interazione è povera, ne viene a compromettersi lo sviluppo non solo mentale ma anche fisico, come i pediatri hanno appreso molti decenni fa. Quello che abbiamo appreso molto più recentemente è che la sensibilità del sistema è tale che non solo l’assenza delle interazioni, come già si sapeva dagli studi sull'attachment di Bowlby e di altri, ma anche variazioni meno drastiche di queste interazioni, possono provocare effetti misurabili in termini neurobiologici e funzionali. Ad esempio, gli studi di Joan Luby sui bambini con diversi gradi di depressione hanno dimostrato che la dimensione di strutture cerebrali cruciali come l’ippocampo, un tempo considerato centro della memoria ed ora relais di funzioni molto più complesse, varia non solo e non tanto a seconda del grado di depressione dei bambini stessi ma, soprattutto,  a seconda della qualità del supporto ricevuto dalle madri.  A questo maggiore sviluppo, misurabile, di tessuto e quindi di connessioni  e reti neurali corrispondono poi competenze maggiori in diverse aree funzionali .

La plasticità e quindi la reattività alla voce dei genitori è straordinaria già in neonati prematuri, di 28-30 settimane. La presenza di genitori che parlano fa aumentare significativamente le vocalizzazioni e ne accelera la comparsa, ed i “rilanci conversazionali” fra adulto e bambino  aumentano significativamente se il “lancio” è di un genitore. Abbiamo anche appreso che i bambini sono in grado di comprendere il significato di molte parole di uso comune già all'età’ di sei mesi – ad esempio dirigono lo sguardo verso l'oggetto nominato piuttosto che un altro. Questo non può sorprendere se teniamo conto del fatto che l'esposizione molto precoce ad una lingua, anche se poi viene interrotta, lascia una traccia che può, anche a molti anni di distanza, facilitare l’apprendimento di quella lingua, e che il vocabolario di un bambino si sviluppa maggiormente nei bambini di madri normalmente responsive piuttosto che di mamme poco responsive perché depresse o distolte da un contesto relazionale o materiale difficile.

Effetti duraturi degli eventi precoci e precocissimi

Infine, ed anche questo è un patrimonio di conoscenze che si è venuto consolidando negli ultimi anni, gli effetti di carenze o viceversa di apporti ricchi dal punto di vista cognitivo e relazionale (le due dimensioni sono con tutta evidenza interdipendenti) sono dimostrabili a distanza di 15-20 anni e più. Tra bambini giamaicani che erano stati parte di una ricerca-intervento da piccoli, quando erano gravemente malnutriti, quelli che avevano ricevuto, oltre che ai supplementi nutrizionali, anche un intervento volto ad aiutare le loro madri ad interagire attivamente con loro, hanno dimostrato a distanza di 15-17 anni quozienti di intelligenza, e capacità di literacy maggiori rispetto ai loro coetanei che avevano ricevuto la sola “cura” nutrizionale. La ben nota coorte di Elmira county, dove un gruppo di madri connotate da forti elementi di rischio sociale era stata inserita in un programma di supporto psicosociale intensivo, seguita per due decenni, ha evidenziato come i bambini di queste madri se la sono cavata molto meglio di quelli di madri con le stesse caratteristiche di rischio che non avevano ricevuto tale supporto, rispetto a indicatori quali abuso di sostanze, fallimento scolastico, criminalità, impiego ecc. Infine, sappiamo che tra gli effetti del maltrattamento subito da piccoli vi è la tendenza a ripetere tali comportamenti, trasmettendolo di fatto alle generazioni successive.  

Strutturazione precoce delle diseguaglianze  

La famiglia, o le famiglie come oggi più correttamente si dovrebbe dire, sono l'agenzia mediatrice per eccellenza nei primissimi anni di vita. E’ in rapporto a quello che le famiglie sono o non sono in grado di dare, di trasmettere ai loro bambini che si strutturano precocissimamente le diseguaglianze.  Se questo è noto da tempo per gli esiti della gravidanza, sappiamo che è ancora più vero per lo sviluppo di competenze fondamentali per il successo scolastico, le relazioni e l'inserimento lavorativo, quali ad esempio il linguaggio: bambini di classe sociale inferiore ascoltano molte meno parole e quindi ne imparano molte di meno.

Influenze negative precoci possono essere controbilanciate da interventi che influenzino gli itinerari di sviluppo, e che riducano il gap attraverso la funzione mediatrice della famiglia prima e della scuola - in particolare i nidi e la scuola materna - poi. Interventi quali il programma Reach Out and Read (il “Nati per leggere” americano) hanno annullato ad esempio, dove sono stati attuati, il grosso gap che esisteva tra i bambini appartenenti alle comunità latine rispetto a quelle bianche. Interventi finalizzati a migliorare gli apporti relazionali e cognitivi possono ridurre il gap socioculturale in dimensioni prima non immaginate, tali ad esempio di invertire quelle che sarebbero le “posizioni” nella scala dello sviluppo basate sul quoziente intellettivo iniziale (fig 2). Non può quindi sorprendere che questo tipo di programmi produca dei vantaggi per la società tutta. Sappiamo infatti che società meno diseguali sono società più sane, da tutti i punti di vista. Si è visto come, in bambini nati in Italia, un gap in termini di salute si crei già a sei mesi di vita, e d'altronde le diseguaglianze nella mortalità tra bambini italiani e stranieri nati in Italia sta li a dimostrarlo così come le drammatiche diversità tra bambini del Nord e del Sud nelle prove INVALSI sulla literacy nei bambini di 9 anni. 

Ritorno economico degli investimenti nelle prime epoche della vita   

Se vi sono molte e solide ragioni etiche per investire sui bambini, l'analisi recente ha mostrato come ne discenda anche un rilevante ritorno economico, e che la spesa indirizzata all'infanzia, particolarmente quella svantaggiata, va anche considerata come un ottimo investimento, i cui rendimenti possono essere elevati.  James Heckman, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 2000, ha valutato interventi attuati nella prima infanzia, soprattutto a carattere socio-educativo, stimando rendimenti tra il 7 e il 10 per cento annui e dimostrando che gli investimenti in salute educazione e protezione sociale nelle prime epoche della vita a partire dalla gravidanza producono un ritorno economico ben superiore a quello prodotto da interventi nelle età successive. Evidenza questa che con tutta probabilità è destinata a rafforzarsi in considerazione delle nuove conoscenze sulle “early origins” di malattie croniche.

Si stima che il costo della povertà dei bambini sia pari a quasi l’1 per cento del prodotto interno lordo britannico solo per quanto riguarda la perdita dei maggiori redditi da lavoro che avrebbero potuto produrre da adulti se non fossero cresciuti in condizioni di svantaggio, e per gli Stati Uniti si stima un valore corrispondente pari all'1,3 per cento. In entrambi i casi, le stime aumenterebbero se si includessero anche i costi che derivano alla collettività dalle peggiori condizioni di salute e dalla maggiore frequenza di comportamenti socialmente distruttivi che si riscontrano tra gli adulti vissuti in condizioni di povertà da giovani. Queste valutazioni, se vanno prese con cautela, danno un’idea dell'entità dei costi associati alla povertà infantile, suggerendo che una spesa effettuata oggi per aiutare i genitori in condizioni di difficoltà sarà largamente compensata in futuro: una stima indipendente ha calcolato in 25 sterline il ritorno economico del programma Booktrust (il “Nati per Leggere” britannico) per ogni sterlina spesa.

L’OMS, l’UNICEF e la comunità scientifica internazionale sostengono da tempo che gli interventi a supporto della funzione genitoriale nei primi anni di vita costituiscano la strada maestra per ridurre le disuguaglianze nella salute come nell'educazione e nella vita sociale. In molti paesi, soprattutto anglosassoni, sono stati istituiti interi dipartimenti, sia accademici che governativi, per supportare ricerca e interventi in questa area, considerata tra le più promettenti per lo sviluppo economico e per l’equità sociale. Si moltiplicano i programmi governativi focalizzati sull'ECD.  

Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori
Lo schema concettuale dell’ECD: gli apporti cognitivi-relazionali promuovono le connessioni neurali a cui corrispondono le competenze. Il grafico rappresenta lo sviluppo del linguaggio recettivo ed espressivo in bambini a cui viene letto con regolarità in famiglia nei primi anni di vita (verdi) rispetto ai controlli (blu).
Andamento dei punteggi di QI nei primi anni di vita in relazione allo stato socio-economico della famiglia. Bambini appartenenti a famiglie di alto livello socio-economico con QI iniziale più basso sopravanzano i pari età di famiglie con quoziente inizialmente più alto, ma appartenenti a famiglie di livello socio-economico più basso).
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori.
Tempi e velocità di formazione di sinapsi dipendenti dalle esperienze ambientali per le funzioni visive, uditive, del linguaggio e cognitive superiori

PERCHE' "FARE MUSICA" IN FAMIGLIA

E’ ampiamente dimostrato che le esperienze vissute nella prima infanzia possano influenzare lo sviluppo cognitivo successivo del bambino; laddove spontaneamente un genitore gli fa prestare attenzione ai diversi suoni che lo circondano, il canto degli uccelli, l’acqua del fiume, il ticchettio dell’orologio, il traffico urbano, il bambino svilupperà capacità di discriminazione e di ascolto, oltre che di osservazione attenta del suo paesaggio sonoro. Tali abilità di memorizzazione e di discriminazione saranno poi trasferite con facilità ed immediatezza ad altre sfere dell’apprendimento.

Allo stesso modo, l’utilizzo dell’elemento musicale come mezzo per esprimere sensazioni ed emozioni, consentirà al bambino di appropriarsi di uno strumento non verbale nella comunicazione con l’altro e con il mondo circostante: il potenziamento delle abilità comunicative, immaginative e creative rappresenta dunque uno di punti forti di una buona educazione al musicale.

Nonostante l’attitudine per il suono sia una caratteristica propria dell’essere umano, il fatto di saper memorizzare melodie anche complesse, con o senza parole, e di saperle ripetere a distanza di tempo è il risultato di un ottimo esercizio della memoria e delle capacità di attenzione e concentrazione. L’elemento musicale, costituito da strutture e forme che si sviluppano nel tempo consente, inoltre, al bambino di sviluppare anche una consapevolezza della propria dimensione dell’elemento temporale.

Infine, l’abitudine a prestare attenzione al paesaggio sonoro o a brani musicali, favorisce lo sviluppo della capacità stessa di ascolto, la capacità di stare e di pazientare nel silenzio oltre che di discriminazione e di memorizzazione sonora.

Nell’articolo “FARE MUSICA IN FAMIGLIA Spunti per un dialogo con i genitori” di Cecilia Pizzorno e Manuela Filippa vengono dettagliate le proposte per proporre un’esperienza musicale in famiglia fin da prima della nascita.

Segnalazioni e notizie

La pubblicazione degli atti dei convegni sulla musica di Perugia e di Modena sono disponibili sul sito del Centro a questa pagina.

 

CONVEGNI 2014


VISITE DOMICILIARI

Verona, 27 settembre 2014

CONGRESSO NAZIONALE ACP
Cesena, 9-11 ottobre 2014 

CONGRESSO NAZIONALE SIEM
Torino, 17-18 ottobre 2014

 

 

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